Vita da Illustratore - Episodio 2


MEGLIO UN GAMBALETTO OGGI CHE UN COLLANT DOMANI

Bologna Children’s Book Fair Marzo 2012. Come di consueto, sto affiggendo il mio materiale pubblicitario, quando una signora si avvicina incuriosita e mi chiede un biglietto, complimentandosi per i miei lavori, e lasciandomi il suo.

<<Contattami>> mi dice C., che lavora per una famosissima ditta produttrice di calze e annessi. Vorrebbe avviare una collaborazione.

Fantastico. Ci sentiamo e concordiamo di vederci presso la sede della sua ditta, che ovviamente non è a Bologna, per fare quattro chiacchiere e vedere alcuni dei miei lavori.

Giorno di ferie preso (eh sì, se aveste ancora dei dubbi, con il disegno non ci campo), gita fuori città e chiacchierata di un’oretta sui miei lavori, sulla mission dell’azienda, e reciproche aspettative.

Come d’accordo, mi invierà una commissione da svolgere in una settimana per verificare se siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Dovrò creare delle fantasie per collant e calzini della nuova collezione Bimbo/Bimba.

La commessa arriva e con essa anche il panico. Sette giorni (avete visto “The Ring”?) , sei temi da sviluppare, produrre da tre a cinque idee per soggetto. Le stesse da rivisitare in diverse colorazioni, e relativi definitivi.

Una botta di conti mi fa concludere che all'incirca dovrò creare una trentina di bozzetti e sei definitivi.

Questo avrebbe dovuto farmi desistere o suscitare quanto meno qualche domanda (insomma, è una prova, perché devo ridisegnare praticamente tutta la tua collezione?), e invece no, ero giovane e ingenua.

Ma vediamo da vicino un esempio su tutti di quanto mi è stato richiesto.


Tema: Pizzo Anni 50 (non spiego neanche la fatica di trovare un’immagine esplicativa su Google …)

Note a margine: Nulla di scontato o banale. (questo appunto merita un plauso tutto per sé)


Dopo una settimana in cui, al culmine della crisi creativa, alla fine ho ricopiato la mia carta igienica (non scherzo, c’erano delle ciliegie molto carine), e dove mi è mancato qualunque supporto informativo, consegno i lavori perfettamente nei tempi e attendo.

Poiché passano due giorni e non ricevo nemmeno conferma che il materiale sia stato ricevuto, mi premuro di accertamene (non si sa mai). Sì, il materiale è arrivato, ma sono tutti molto presi dalla preparazione della collezione, perciò mi farà sapere appena possibile.

Mi metto quindi in paziente attesa. Decisamente paziente, perché perdura fino a Giugno, quando ritengo di avere pazientato a sufficienza e mi metto in contatto con C.


Gentile C.

Visto il tempo trascorso, devo concludere che i miei lavori siano stati ritenuti non idonei ai Vostri standard.

Avrei tuttavia gradito almeno un riscontro di poche righe, per comprendere le motivazioni, così da trarne beneficio, visto che l’impegno e il tempo dedicato da parte mia sono stati ingenti.


La risposta tarda un po’, ma a Settembre arriva.


Cara Giorgia,

non si allarmi (perché dovrei? Sono passati solo cinque mesi), questo ambiente ha dei tempi di attesa estremamente lunghi ed è normale pazientare. Inoltre, avevo detto che sarei stata impegnata con la nuova collezione. Le avrei comunque scritto a breve (magari verso Natale, suppongo).

Purtroppo, il Suo stile non incontra i nostri standard, ma grazie per la collaborazione ed il lavoro svolto.


E tante care cose …


Ammetto che a questo punto ho leggermente esaurito la pazienza, e non ho potuto fare a meno di replicare.


Gentile C.

Non avevo dubbi che i miei lavori non fossero stati di Suo gradimento, ma ritengo che almeno una risposta negativa mi fosse dovuta, dopo avere lavorato esclusivamente e con professionalità per una settimana intera.

Auspico quindi che abbiate già provveduto a cestinare i miei elaborati, altrimenti che procediate a farlo nel più breve tempo possibile. Grazie


Ho praticamente dovuto disegnare un’intera collezione di maledette calze in una settimana, abbandonata a me stessa, e tu ti prendi cinque mesi per dirmi che ho lavorato gratis e inutilmente? Incredibile come io non abbia saputo nemmeno esserne grata.

E non dimentichiamo un assunto fondamentale: ci siamo conosciute alla Fiera del libro per Ragazzi, io sono un’illustratrice, tu vuoi delle calze. Non aggiungo altro.

Sto ancora aspettando di incontrare per strada una bimbetta che indossa calze con stampigliate ciliegie della Foxy. Se solo sapesse …

Featured Posts
Recent Posts
Search By Tags
Follow Us
  • Facebook
  • Twitter Classic
  • Youtube
  • Pinterest
  • Google2